Durante tutta la mia vita mi sono sempre considerato una persona molto pigra di natura. In generale ho sempre avuto la netta sensazione che la vita fosse estremamente stancante come esperienza. Le energie richieste per fare anche la minima cosa sembravano sempre essere troppe, almeno rispetto a quelle a mia disposizione. Più volte mi è capitato di stancarmi talmente tanto da stare male. Tra tutte le attività poi, quelle che mi hanno creato più problemi e difficoltà sotto questo aspetto sono sempre state quelle che hanno a che fare con la socialità. In modo approssimato possiamo dire le “interazioni sociali”.

Questa costante sensazione di non avere mai energie a sufficienza, assieme a tutta una serie di altri fattori, mi ha portato col tempo a vivere una vita estremamente limitata. Esco poche volte, praticamente mai, con poche persone, le persone a cui sono abituato, perché conoscere nuove persone è molto stancante per me. Faccio poche cose, le solite cose, le cose a cui sono abituato, perché provare cose nuove è sempre molto stancante per me. Sono fatto così, sono pigro. Queste erano le cose che mi continuavo a ripetere. Questa era l’identità che mi ero creato da solo. Questa era una parte dell’enorme prigione mentale che continuavo a costruirmi, giorno dopo giorno.

È solo di recente, negli ultimi due anni, da quando ho iniziato il mio percorso terapeutico, che sto iniziando a capire meglio ciò che sono. Dopo tanto tempo ho finalmente compreso che molto spesso quello che pensavo di essere non aveva nulla a che fare con quello che ero veramente. Non solo ho capito che non mi conoscevo per niente, ho anche realizzato che sono sempre stati i miei preconcetti e i miei pregiudizi rispetto a ciò che pensavo di essere la principale causa della mia sofferenza interiore. Non erano gli altri a farmi del male, a non volermi, a giudicarmi, ero io che mi isolavo continuamente, ero io che non mi volevo, ero io che mi giudicavo.

Tra i vari preconcetti e pregiudizi che avevo su di me era presente anche quello sulla pigrizia. Ho sempre pensato di essere talmente tanto pigro e incapace di mettermi in gioco e fare nuove esperienze che molto spesso non ci provavo nemmeno. Mi passava la fantasia di provarci, perché ero convinto di non essere quel tipo di persona. Quello che invece ho capito ultimamente è che sì, sono sicuramente una persona che molto spesso fa le solite cose. Una persona molto abitudinaria possiamo dire. Un aspetto di me che accetto e che mi piace. Detto questo, ho anche trovato in me una forte apertura alle nuove esperienze. Ho capito che quella che pensavo essere la mia pigrizia, non è in realtà una cosa che mi caratterizza, quanto piuttosto è una conseguenza del non essere sottoposto agli giusti stimoli.

L’ultimo anno della mia vita in particolare mi ha aiutato un sacco a chiarirmi le idee in merito a tutto ciò. È stato il primo anno della mia vita che ho avuto la fortuna di condividere con un’altra persona, in un rapporto di coppia da fidanzati. È stato un anno frenetico, pieno di movimento, pieno di emozioni, pieno di attività. Ci sono anche state un sacco di litigi, di incomprensioni, di momenti orribili. È stato un periodo molto intenso, sia nel bene che nel male. Tutto quello che ho vissuto mi ha permesso di capire che motivato dal voler stare con la persona che amo posso veramente fare di tutto. La mia pigrizia scompare, perché la potenza del sentimento che provo mi motiva ad agire.

Questo discorso ha la sua validità anche da un punto di vista professionale. In passato non riuscivo mai a costruire un qualcosa di continuo nel tempo. Ogni cosa che facevo mi sembrava sconnessa da tutte le altre: la iniziavo e magari mi divertivo pure nel primo periodo, ma poi col passare del tempo veniva inevitabilmente persa, dimenticata, e passati un paio di mesi avevo la sensazione di non aver imparato nulla. Tutto ciò era estremamente frustrante, e non faceva altro che fomentare la mia pigrizia nel fare cose nuove. Ultimamente invece posso dire con molta soddisfazione che sto finalmente riuscendo ad utilizzare la tecnologia per fare ciò che ho sempre voluto fare. Questo blog è solamente un piccolo esempio, un frammento visibile di una costruzione che ogni giorno diventa sempre più complessa e funzionale ai miei scopi. Tutto ciò è stato possibile solo perché ho effettuato dei cambiamenti radicali nel modo in cui lavoro, e uno di questi cambiamenti è stato proprio in termini di motivazione. Per la prima volta mi sono dato delle semplici e chiare motivazioni per spingermi ad imparare nuove cose. Ho smesso di ritenermi un individuo pigro, e ogni giorno continuo a cercare delle motivazioni forti e dense di significato.

Volendo generalizzare le conclusioni sembrano essere chiare: se voglio fare una cosa, l’importante è trovare la giusta motivazione, la motivazione che ha una possibilità di vincere sulla pigrizia. Più forte è la motivazione, più facile sarà battere la pigrizia. Tutto ciò sembra sensato, forse anche banale. Come al solito il vero problema sta in come trasportare queste belle parole nel mondo reale. Dove si trovano queste “giuste motivazioni” quando non si ha voglia di fare nulla? Sinceramente, non ne ho la minima idea. Non penso nemmeno ci sia una singola, semplice risposta a questo problema. Penso invece che quando ci sentiamo pigri e non abbiamo la voglia o le energie di fare nulla, la cosa migliore che possimo fare, l’unica cosa che possiamo fare veramente, è guardare dentro di noi per cercare di comprendere le origini della pigrizia che stiamo sentendo, e allo stesso tempo ci dobbiamo continuare a mettere in gioco, facendo le cose più svariate possibili, sottoponendoci sempre a nuovi stimoli, senza arrenderci mai, fino a quando non troviamo quello giusto, quello che fa per noi, quello che ci risveglia e ci motiva ad impegnarci.

Per portare un esempio personale, ultimamente sto passando un periodo abbastanza difficile della mia vita. Tra le altre cose che mi sono capitate, poco dopo l’inizio del lockdown causa COVID-19 mi sono lasciato con la mia ragazza, e questo ha avuto varie ripercussioni sulla mia generale voglia di fare. Quello che ho capito essere il mio problema è il fatto che, da solo, ho delle serie difficoltà a riposare. Fintantoché ho le energie per lavorare va tutto bene, ma quando sono stanco e mi devo riposare non riesco mai a staccare la spina. È come se il mio cervello volesse continuare a pensare, a lavorare, a fare cose. Ho anche delle difficoltà a svagarmi giocando ad un videogioco o guardandomi una serie tv. Semplicemente non ci riesco. È come se mi servisse del calore umano per potermi veramente riposare. Quando mi sento stanco poi divento anche molto nostalgico rispetto al passato, perdendo ogni motivazione nel fare le cose. Questa pigrizia è talmente forte che alcuni giorni non riesco veramente a fare nulla e passo tutto il tempo a dormire, o comunque provando a dormire, in modo da dimenticarmi di tutte le cose che devo fare. Probabilmente anche l’isolamento sociale sta avendo il suo effetto, per quanto, per fortuna, ogni tanto esco con i miei amici più stretti, il che mi permette di stare bene per un po’ di ore.

Per me quindi questo è il momento della pigrizia e della mancanza di voglia di fare. Questo fatto, che forse un tempo mi avrebbe spaventato, adesso ha un effetto molto meno forte su di me. La cosa importante infatti è che adesso sono consapevole del fatto che la pigrizia che sento in questo momento non è una parte di ciò che sono, ma è semplicemente la conseguenza dell’ambiente in cui mi trovo e degli stimoli a cui sono sottoposto. Quello che sto cercando di fare quindi è trovare le giuste motivazioni e gli giusti stimoli. La creazione di questo blog ad esempio è stata principalmente motivata dal tirarmi fuori dalla forte pigrizia di questo periodo. In generale ho notato che scrivere mi aiuta molto, in quanto mi permette di sfogarmi ed è una ottima occasione per concentrarmi su ciò che è veramente importante. È come se scrivendo riuscissi a ordinare meglio i miei pensieri. Ovviamente non sempre funziona, e per quanto in certi giorni riesco ad affrontare la pigrizia motivandomi nel modo giusto, riuscendo anche a lavorare quasi tutto il giorno, in altri giorni sono talmente pigro che non riesco a fare niente.

Non so per quanto tempo dovrò combattere giornalmente questa pigrizia nel fare le cose. Forse se ne andrà solo quando incontrerò un’altra persona che riuscirà a scaldarmi il cuore e la pelle, o forse un giorno imparerò a riposarmi da solo, senza aver bisogno di una persona accanto a me da poter amare. In ogni caso, non potendo conoscere il futuro, provo a vivere le giornate con calma e serenità, cercando di apprezzare ogni cosa che faccio, anche le cose più piccole, quelle a cui in un altro periodo non avrei mai dato così tanta importanza. In alcuni periodi della vita infatti anche solo le cose più piccole possono richiedere grandi sforzi. L’importante è non fermarsi mai. L’importante è continuare ad impegnarsi sempre al fine di realizzarsi e vivere una vita veramente soddisfacente.