La vita è una cosa difficile.
Non importa dove e quando nasciamo.
La vita rimane una cosa difficile.
È possibile effettuare dei confronti tra vite diverse, e determinare parametri più o meno oggettivi di comfort e privilegio, e dire che una vita è stata più fortunata di un'altra per tutta una serie di ragioni. Ma in ultima analisi, se la vediamo dal punto di vista soggettivo, dal punto di vista della persona che questa vita la vive, essa non può essere altro che difficile.
La vita è difficile per tante ragioni.
Ragioni diverse.
Ragioni legate alle nostre origini.
Per chi nasce da una famiglia ricca e calorosa, la vita può essere difficile nel momento in cui le incertezze del mondo esterno si fanno sentire, destabilizzando la serenità e la sicurezza a cui si è abituati. Un lusso assai raro, il cui valore, molto spesso, e tragicamente, è apprezzabile solo nel momento in cui lo si perde.
Per chi nasce da una famiglia ricca e fredda, la vita può essere difficile, forse doppiamente difficile, in quanto per un salutare sviluppo abbiamo bisogno sia di comfort fisico che di comfort emotivo. Anzi, non ci può essere il primo senza il secondo. Ed è proprio in questa situazione che nasce la famosa frase "I soldi non fanno la felicità!". Perché in ultima analisi è vero, i soldi non bastano. Il nostro corpo, biologicamente, non è stato fatto per conoscere il concetto dei soldi. Non è stato fatto per capire che avere in banca un conto con tante cifre è meglio rispetto ad averne uno con meno cifre. Il corpo ha bisogno di cibo, di calore e di sentirsi al sicuro, parte di un qualcosa di più grande. Il corpo ha bisogno di mistero, di attrazione, di curiosità.
Per chi nasce da una famiglia povera e calorosa, la vita può essere difficile in quanto è difficile trovare un contesto in cui poter costruire una carriera di successo, per aiutare se stessi e la propria famiglia a gestire meglio tutti quei problemi legati ad una carenza finanziaria. È vero che i soldi non fanno la felicità, ma neanche le malattie fanno la felicità. Malattie che diventano più difficili da gestire in mancanza di soldi. E neanche essere costretti a lavorare dal lunedì al venerdì, dalle nove alle sei, tutte le settimane, di tutti gli anni, per pochi soldi, non essendo apprezzati, sapendo di essere completamente rimpiazzabili, ma senza altra scelta se non quella di lavorare quando possibile, fa la felicità. Insomma, i soldi non fanno la felicità, ma sono sicuramente utili a proteggere la nostra salute ed il nostro tempo, elementi chiave in qualsivoglia definizione di felicità.
Per chi nasce da una famiglia povera e fredda, la vita può essere difficile, forse doppiamente difficile, in quanto alla difficoltà del crearsi una propria indipendenza economica, ci si aggiunge anche la difficoltà della solitudine, della consapevolezza di non poter contare sulla propria famiglia, e della necessità di investire risorse ed energie per guarire dai danni subiti nel periodo più critico del proprio sviluppo.
La vita è difficile. Non esiste una vita facile. Ci sono, sì, vite più difficili di altre. Ci sono vite talmente difficili da far rabbrividere anche il più impavido degli umani. Non c'é un limite alla difficoltà di una vita, perché non c'é un limite alla sofferenza che una vita può provare. E comunque, anche accettando con tutto questo, non è ancora possibile affermare che esistono vite facili.
La vita è una cosa difficile.
Non importa dove e quando nasciamo.
La vita rimane una cosa difficile.
Ci sono vite più difficili di altre.
Ma tutte, a loro modo, sono difficili.
Cosa fare, di fronte a questa inevitabilità?
L'unica cosa che possiamo fare è comprendere la sua natura. Comprendere la natura della vita. O comunque, sforzarci il più possibile. Comprendere, non per controllare, ma per vivere. Perché non abbiamo potere di fronte alla vita. Siamo solo sue piccole manifestazioni. È lei che comanda. È lei ad avere il controllo. Dobbiamo imparare a vivere, altrimenti siamo destinati alla sofferenza.
È lei che comanda.